Spirit of Le Mans! Per qualsiasi appassionato di motorsport queste parole significano una sola cosa: endurance. La 24 ore che si svolge sul “circuit de la Sarthe” è l’evento motoristico di durata più importante e famoso al mondo e richiama ogni anno più di 250.000 spettatori, stregati dall’atmosfera che si respira nella settimana della gara e in ognuno dei 1440 minuti che separano la partenza dall’arrivo, da sempre ricchi di suspence e colpi di scena.

E’ inevitabile che i piloti virtuali subiscano lo stesso incredibile fascino della controparte reale e per questo motivo le gare che si tengono lungo i 13,6km del circuito assumono per chiunque un valore speciale.

Lo stesso dicasi per i due equipaggi ROTW iscritti al campionato Virtual Le Mans Series, di cui vi abbiamo già raccontato le gesta, che hanno preparato l’ultimo appuntamento della stagione con un’attenzione speciale.

Nel mese intercorso dalla 4 ore di Sebring, infatti, il lavoro sulla guida, l’assetto e la strategia è stato quasi maniacale, con l’obiettivo di coronare degnamente una stagione intensa, densa di momenti difficili, ma anche di grandi soddisfazioni.

La competizione, che si è tenuta sabato 28 aprile, non ha deluso le aspettative.

In qualifica, che a causa della lunghezza del tracciato si è tenuta contemporaneamente per GT e prototipi, le due Aston Martin bianco-rosso-nere si fanno subito vedere nella parte alta del tabellone dei tempi. La numero 77 balza al comando grazie ad un giro perfetto di Lorenzo Tortella che ferma il crono sotto i 3 minuti e 57 già dal primo tentativo. Una prestazione che fa pensare non ci sia nessun altro candidato alla pole.

Il pilota abruzzese, però, stupisce tutti al suo terzo tentativo, quando toglie dal suo best quasi un secondo, annichilendo gli avversari, e nuovamente nel giro successivo, quando lima altri 22 millesimi e ferma il cronometro in 03:55.533.

Nel frattempo Salvatore Zitiello sulla numero 96 fatica a chiudere un giro buono, a causa del traffico e delle numerose incomprensioni con i prototipi in pista, e si deve accontentare di un solo giro pulito, ma meno veloce di quanto dimostrato in prova.

Proprio quando la pole di Tortella sembra ormai in cassaforte, visti i tempi più lenti dei pretendenti naturali Barclay, Braeutigam e Russell, arriva la doccia fredda: l’italiano Fabio Cangioli, sulla sua Corvette gialla del team Witchwood, fa segnare un incredibile 03:55.388.

I due equipaggi ROTW chiudono così le qualifiche in seconda e decima posizione, un risultato comunque soddisfacente e positivo in ottica di gara.

Dopo un lunghissimo giro di pista di schieramento, in cui l’adrenalina sale alle stelle e la temperatura di gomme e freni scende sotto zero, si arriva finalmente alla chicane Ford e la gara prende il via. Nei primi giri Lorenzo Tortella tiene il passo indiavolato di Cangioli, mentre il gruppo dietro di loro comincia a sgranarsi. Dopo pochi minuti la #77 passa al comando in virtù del drive trough comminato alla Corvette Witchwood durante la gara di Sebring.

Comincia allora una della più belle pagine del motorismo simulato, almeno tra quelle vissute dal sottoscritto! La numero 77 è velocissima, ma subito dietro la Black Hawk #83 non è da meno e approfitta delle situazioni di doppiaggio per incollarsi alla coda della Vantage ROTW.

La Ferrari 458 del tedesco sembra leggermente più agile nelle chicane e nell’ultima parte del tracciato, ma paga qualche chilometro orario sui lunghi rettilinei e questo, sommato alla grande abilità e correttezza dei due piloti, innesca un duello bellissimo ed infinito. Se Braeutigam passa davanti alla prima chicane, Tortella lo supera sul rettilineo successivo; quando la Ferrari tira la staccata alla curva Mulsanne sembra davanti, ma poi va lunga e viene infilata nuovamente dalla Aston Martin. Giro dopo giro la scena si ripete: possono cambiare curve e rettilinei, ma i protagonisti sono sempre gli stessi. Le P2 che doppiano le due GT in lotta sembrano comparse di una pubblicità che interrompe un film da Oscar, tanto che i commentatori della diretta su Youtube dimenticano che in pista ci siano altre 34 auto e rimangono incollati su questo meraviglioso duello.

Intanto, dopo appena 35 minuti di gara, arriva la prima grande delusione per la compagine ROTW. Salvatore Zitiello, che partendo dalla decima piazza ha scalato la classifica fino al sesto posto, mentre tiene dietro di se’ un paio di ossi duri come Grossberger e Vyslouzil, viene incredibilmente tamponato poco prima della prima delle Porsche Curves dalla Oreca di Marco Mazzetti. Lo scontro fa carambolare l’auto contro le barriere e l’impatto è fortissimo, con un esito prevedibile: la Vantage riparte con l’anteriore sinistra distrutta, senza ruota e sospensione. Salvatore riesce faticosamente a guadagnare la pit lane, sperando in un miracolo. La novantasei, al termine della riparazione, uscirà dai box dopo circa 20 minuti di riparazione, in coda al gruppo e con 2 giri pieni di ritardo.

Davanti a tutti, nel frattempo, Lorenzo Tortella continua a mantenere il comando e, dopo un’ora e mezza, riesce a frapporre tra se’ ed il tedesco una manciata di secondi, mentre da dietro torna a fare parte della partita il velocissimo pilota 1Aco, Nico Barclay, con la Aston Martin #56, leader indiscussa del campionato.

La gara perfetta del pilota abruzzese continua per altri due stint, durante i quali riesce a distanziare gli inseguitori Angelone, subentrato a Barclay, e Vakholsky, salito al volante della Ferrari numero 83.

A circa metà gara una situazione di pericolo in pista genera un Code80, full course yellow, che viene sfruttato dalla ROTW #77 per effettuare un pit stop completo: cambio gomme, rifornimento di carburante e cambio pilota.

Il volante passa così nelle mani di Tommaso Tortella, con il gravoso compito di replicare la prestazione del fratello minore e portare la Vantage fino al traguardo.

La festa però viene rovinata prima da Angelone, che dimostra di avere un passo gara migliore e sorpassa Tommaso alla Dunlop, poi da una P2 che, quando mancano “solo” due ore e mezzo alla bandiera a scacchi, distrugge i sogni di gloria dell’equipaggio ROTW.

Con una meccanica molto simile all’incidente che aveva messo fuori gioco la #96, anche l’Aston Martin che a lungo aveva guidato il gruppo, deve dirigersi ai box su tre sole ruote. Identico l’esito della riparazione: più di venti minuti di attesa e rientro in pista in coda al gruppo, con la speranza di raccimolare qualche punto ridotta al lumicino.

Seppur con poche ambizioni, Tommaso Tortella rientra in pista con la voglia di terminare la gara e dimostrare al fato che la sua caparbietà è più forte di qualsiasi avversità. Ma si sa, quando la sfortuna si accanisce, anche i più forti soccombono. Non un errore in pista e nemmeno un incidente, ma un blackout elettrico dell’intero quartiere e la conseguente impossibilità a continuare, impongono a Tommaso e a tutto l’equipaggio #77 un finale di stagione amaro.

Intanto uno sconfortato Zitiello, che aveva condotto l’altra vettura ROTW riducendo il proprio ritardo nonostante le prestazioni del motore fossero notevolmente compromesse, aveva ceduto il sedile ad Ivan Gridello.

Il pilota friulano, nonostante sia improbabile l’eventualità di finire la gara in zona punti, riesce a spremere la propria auto e, giro dopo giro, aiutato anche da qualche sventura occorsa ad altri partecipanti, mette sotto tiro la decima piazza occupata dal team Troyan Donut Automotive.

Dopo aver accarezzato l’idea di un piazzamento più prestigioso e dopo la delusione e la rabbia per un contatto impossibile da evitare, i ragazzi del team ROTW riescono ancora a trovare le motivazioni giuste per continuare a lottare.

E’ così che Gridello, quando mancano circa 45 minuti alla fine della corsa, passa in pista la Corvette di Bozo Fujs e conquista quel piccolo punticino, così grande e importante per la soddisfazione di tutta la compagine.

Al termine delle 6 ore di Le Mans l’unica auto ROTW a tagliare il traguardo è proprio la #96, che conclude il campionato in quattordicesima posizione, mentre la #77 mantiene il sesto posto di categoria.

Sono doverosi, a questo punto, i ringraziamenti a questo fantastico gruppo, partendo dalla settantasette: da Tommaso Tortella, “capitano” indiscusso del team, al velocissimo fratello minore Lorenzo, a Giacomo Lapadula, protagonista di ottime performance; sulla vettura gemella Ivan Gridello, ormai un veterano, Alessio Ricci, uomo fondamentale in pista e al muretto, Sando Donadel, supporto tecnico di inestimabile valore, Salvatore Zitiello, una piacevole new entry di fine stagione.

Una menzione speciale per Samuel Catta, autore delle meravigliose livree che il ROTW Racing Team si è pregiato di onorare, durante tutti gli appuntamenti di questo lungo e difficile campionato.

Insomma l’avete capito: è questo lo spirito delle endurance, è questo lo spirito di Le Mans!.

0
0
0
s2smodern